Le linee di azoto sono ampiamente utilizzate nel settore petrolifero, poiché consentono di prevenire incendi ed esplosioni attraverso l’utilizzo dell’azoto, gas secco e inerte, per la bonifica e i test in pressione delle linee e per la messa in sicurezza dei serbatoi. La funzione di questo gas, dunque, è quella di ridurre i rischi e di garantire la sicurezza: per farlo, l’impianto e le linee per la gestione dell’azoto devono essere perfettamente funzionanti, esenti da perdite che ne compromettano l’efficacia.

 

Perché effettuare il monitoraggio delle linee di azoto

Quando nelle linee di azoto si verificano delle perdite, la sicurezza dell’intero impianto viene a mancare, poiché il gas non riesce più a svolgere la sua funzione primaria. Eseguire l’ispezione e il monitoraggio delle linee di azoto, dunque, consente di:

 

  • individuare eventuali perdite e risolverle in modo definitivo
  • rendere l’intero impianto più efficiente e sicuro per i lavoratori soprattutto negli spazi confinati
  • risparmiare il corrispettivo economico per il gas disperso nell’ambiente.

 

Mentre l’ispezione delle linee d’azoto permette di individuare perdite in essere e di porre rimedio a un problema del quale probabilmente non si era ancora a conoscenza, un successivo monitoraggio con cadenza regolare permette di mantenere sotto controllo lo stato dell’impianto nel tempo, individuando sul nascere eventuali nuove perdite .

 

Le principali cause di perdita di azoto

Individuare le perdite di azoto senza programmi e sistemi specifici è molto difficile, poiché esse possono avere diversa natura e provenienza. Uno degli utilizzi più diffusi dell’azoto è all’interno del serbatoio a tetto fisso, dove si sostituisce all’aria nel volume variabile tra il sottotetto e la superficie del prodotto. Questo evita l’instaurarsi di zone a rischio di esplosione.

Il monitoraggio delle linee di azoto permette di individuare qualsiasi perdita anche a distanza, dunque senza dover fermare l’impianto, analizzando ad esempio le valvole di respiro, nonché tutti gli altri componenti che possono generare perdite. I trafilamenti interni, inoltre, sono causa di perdite di azoto altrettanto comuni ma ancor meno facili da individuare. Essi causano una perdita continua che si traduce in un impianto poco sicuro e in un alto consumo di gas.

Le principali cause di emissioni fuggitive di azoto sono:

 

  • perdite verso l’esterno, da componenti accessibili
  • perdite verso l’esterno, da componenti NON accessibili (linee in trincea, su rack…)
  • perdite dal sistema di polmonazione dei serbatoi
  • perdite dovute a trafilamenti interni da valvole di intercetto

 

Monitorare le linee di azoto con il Programma NitroSave

Dunque il programma NitroSave è uno dei sistemi più sicuri, più rapidi e più economici per l’ispezione e il monitoraggio delle linee di azoto, perché consente di individuare le emissioni fuggitive anche a distanza e con impianto in marcia.

Il programma si svolge su 3 fasi:

  • censimento delle sorgenti con passaggio di azoto
  • ispezione, monitoraggio, individuazione delle perdite
  • pianificazione e intervento per eliminare le perdite.

 

La prima fase, quella del censimento, permette di avere un archivio nel quale saranno catalogate tutte le sorgenti: ad ognuna di esse viene collegato un documento fotografico completo di TAG (codice numerico univoco in sovraimpressione sulla fotografia) per facilitarne il riconoscimento. Una volta creato l’archivio, sarà molto più semplice, in fase di ispezione, individuare le sorgenti di emissioni fuggitive e ottenere tutte le informazioni utili a programmare un intervento mirato.

Una serie di strumenti appositi consente di determinare l’entità dell’emissione per ogni tipologia di sorgente e di intervenire in maniera adeguata. Un monitoraggio regolare nel tempo permetterà infine di mantenere l’impianto efficiente e sicuro evitando fermi tecnici e costi aggiuntivi.

 

Vuoi essere certo di non sostenere dei costi inutili legati a perdite non ancora identificate? Vuoi avere la certezza che i tuoi impianti siano sicuri?
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